Il settore privato in soccorso del patrimonio culturale italiano

La scalinata di Trinità dei Monti, il Colosseo o Galleria Borghese. Il settore privato vola sempre più in soccorso del ricco patrimonio italiano, un contributo “necessario e positivo”, secondo Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group, presidente della fondazione Sorgente e uno dei fondatori dell’associazione ‘Mecenati della Galleria Borghese’, onlus che unisce i grandi nomi della moda, del collezionismo e dell’imprenditoria per sostenere e valorizzare una delle istituzioni culturale capitoline più importanti del Paese.

Solo qualche giorno fa il colosso del lusso Bulgari ha annunciato il finanziamento di 1,5 milioni d’euro per il restauro della scalinata monumentale che collega Piazza di Spagna alla chiesa di Trinità di Monti a Roma. Un altro esempio? La bellissima Fontana di Trevi che ha subito un lifting grazie alla casa di moda Fendi, mentre il re delle calzature di lusso Tod’s è entrato in campo per finanziare il restauro faraonico del Colosseo (25 milioni di euro). E’ il fallimento dello Stato ? “No, al contrario, è molto positivo, il contributo privato è essenziale in Italia, Paese con il più grande patrimonio culturale del mondo, soprattutto quando le preoccupazioni dello Stato devono concentrarsi sulle questioni sociali”, ha risposto all’AFP Mainetti. Il settore culturale – già poco sostenuto in Italia rispetto ad altri Paesi europei – è uno dei più colpiti dai continui piani di austerità. Il suo bilancio è di nuovo atteso al ribasso a 1,4 miliardi di euro nel 2014, rispetto l’1,5 miliardi dell’anno precedente. Tagli che certamente scatenano le polemiche a poco meno di una settimana di distanza dall’ennesimo crollo di un muro nel flagellato sito archeologico di Pompei.

Lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi si è rivolto al settore privato, senza troppi problemi: “L’Italia è il Paese della cultura, allora dico ai grandi dirigenti d’azienda: cosa vi aspettate?” Ha detto il premier durante la sua visita a Siracusa. Già le sovrintendenze, istituzioni che gestiscono il patrimonio, utilizzano regolarmente il settore privato per il restauro di monumenti e opere d’arte nel Bel Paese. Inoltre gli investimenti possono essere redditizi: attraverso diverse formule, a seconda che sia una società o una fondazione, gli investimenti non devono essere dichiarati e ciò permette dei notevoli vantaggi fiscali. Inoltre “c’è un ritorno d’immagine innegabile”, ha sottolineato Mainetti. Bulgari, per esempio, ha dimostrato che i suoi gioielli hanno uno spessore culturale. Quanto a noi, usiamo il nostro senso dell’arte e dell’estetica come mezzo di comunicazione”, ha aggiunto l’ad del gruppo Sorgente gruppo che possiede, tra gli altri, uno degli edifici più emblematici di New York – il Flatiron – e Galleria Colonna nel cuore di Roma.

Insieme a Maite Bulgari e ad altri grandi nomi dell’eccellenza italiana come Miuccia Prada, l’imprenditore ha fondato i Mecenati della Galleria Borghese, fondazione creata sul modello dei maggiori musei americani ma “ancora poco utilizzata e di scarsa copertura mediatica in Italia, dove c’è una certa riluttanza a sinistra della sinistra”, ha spiegato ancora Mainetti. La quota proporzionale per l’ingresso nella fondazione è di 10.000 euro con un contributo annuo di 3.000 euro. Partecipazione che dà l’opportunità di organizzare cene di gala nella galleria che ospita capolavori di maestri d’arte come Bernini, Canova e Caravaggio.

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Fonte articolo:

Afp

Autore:

Il Ghirlandaio

Luogo:

Roma