Sognando la East Cost

Già saldamente alla guida di Sorgente Group of America, una delle tre holding di Sorgente il gruppo italiano di famiglia specializzato in investimenti e finanza immobiliare, Veronica Mainetti, 36 anni, nutre progetti ancora più ambiziosi. Auspica, sia pure non a breve termine, la quotazione sul mercato Usa, ma anche un’ulteriore espansione degli investimenti, puntando oltre che su New York, Los Angeles e Miami, anche in America Latina, dove conta di intensificare l’attività, e su East Cost, in particolare a Chicago e Boston. Nel frattempo Sorgente America, specializzata anche in progetti di restauro di immobili storici, ha appena lanciato la vendita di un complesso di loft di pregio a Tribeca. Un futuro intenso insomma, unito a un importante passato. Come racconta Mainetti a MF-Milano Finanza.

Di cosa si occupa in dettaglio Sorgente Group of America oggi? E come nasce?

Rappresento la quinta generazione di questa realtà, che si è sviluppata parallelamente in Italia e negli Stati Uniti. Il mio trisavolo ha avviato l’attività nel 1910 in Italia, un’impresa specializzata nella lavorazione del ferro. Il mio bisnonno si è trasferito a New York all’inizio del secolo scorso e nel 1919 ha fondato una società specializzata nella lavorazione e nell’assemblaggio di strutture in ferro per la costruzione di grandi edifici. Nel corso degli anni mio padre, Valter Mainetti, ha interamente riorganizzato Sorgente Group e nel 1999 il gruppo ha avviato l’istituzione e gestione di fondi immobiliari, veicoli attraverso cui ora investiamo in immobili storici e iconici come il Chrysler Building, venduto nel 2008. Icona storica della nostra presenza in America è il Flatiron Building, acquistato tra il 2005 e il 2009, di cui deteniamo il 52%. Oggi in Usa gestiamo e possediamo 37 mila mq di immobili, per un valore di oltre 370 milioni di dollari. Nell’ambito dell’intero gruppo il patrimonio immobiliare posseduto dai fondi e dalle società controllate, sommato a quello gestito, ammonta a oltre 5,5 miliardi di dollari.

Tra pochi anni il contratto di affitto del Flatiron Building scadrà. Che cosa farete?

Il contratto scadrà nel 2018 e l’affittuario è l’editore Macmillan Publishers. Ci sono buone possibilità che lo rinnovi, e noi ne saremmo ben contenti. Vaglieremo tuttavia il futuro dell’immobile con gli altri proprietari. Anzi, si potrebbe perfino immaginare la sua trasformazione, in un albergo di gran pregio.

Nel Frattempo state terminando il cantierie White Street, dove sono da poco iniziate le vendite delle residenze. Come procedere?

Abbiamo effettivamente ricevuto l’autorizzazione del Municipio di New York e abbiamo già raccontato parecchie manifestazioni di interesse.
Si tratta di otto appartamenti di tagli differenti, da due a quattro stanze da letto. Ci sono anche due attici doppi. L’elemento di maggiore novità è costituito però dalle tecniche innovative utilizzate nell’impiantistica, dal verde condominiale che è su parete, dai sistemi di riciclo delle acque e dai materiali di riuso. Insomma, un progetto all’insegna anche dell’ ecosostenibilità.

Quali sono i prezzi di vendita?

Gli appartamenti vanno da 175 a 180 metri quadri di superficie, con prezzi che variano da 4,585 milioni a 10 milioni di dollari. Gli attici si aggirano invece tra i 9,5 e i 10 milioni di dollari.

Da qui ai prossimi cinque anni quali pensa che saranno le linee di sviluppo di Sorgente America?

Vogliamo acquistare ancora immobili dal profilo iconico, e non solo a New York e in California. Dopo aver acquistato a Los Angeles e a Santa Monica due simboli cittadini, e cioè il Fine Arts Building e il Clock Tower Building, vogliamo puntare adesso su Chicago e Boston. Continueranno i progetti di espansione in Sud America, in Brasile in particolare. Dal punto di vista finanziario, infine, dopo il progetto di quotazione italiana, valuteremo, ma in ogni caso a lunghissimo termine, anche una Ipo qui negli Stati Uniti. Vorremo stabilire una base forte di raccolta di capitali in America, visto che i nostri investitori sono in buona parte soggetti istituzionali europei.

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Fonte articolo:

MF - Milano Finanza

Autore:

Teresa Campo