“Era l’ottobre del 2008 quando Vegagest (gruppo CariFerrara) ci chiese se eravamo interessati a rilevare Pinacotheca, l’unico fondo chiuso d’investimento in arte di diritto italiano con prospetto informativo e autorizzazione di Banca d’Italia”. ricorda Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group e presindente della Fondazione Sorgente group.

“Il crack della Lehman non portò bene, evevamo predisposto tutto, comitato scientifico, raccolta da 20 milioni, caveau, meccanismo di gestione, ma era appena iniziata la crisi e valutammo rischioso lanciare questo veicolo”. Nel 2009 il progetto fu accantonato, la volatilità del mercato e gli investitori spaventati suggerivano prudenza. “Abbiamo ripreso in mano il fondo nel 2010, ma a quel punto si pose una questione non di poco conto:la Fondazione d’arte Sorgente, che finanziamo con parte degli utili del nostro core business (l’immobiliare), già acquista opere archeologiche e puttura, in consiglio i membri posero la domanda: Fondazione e Pinacotheca potevano essere in conflitto d’interesse? Quando compriamo un’opera per chi lo facciamo? La soluzione fu individuata: il fondo avrebbe acquistato solo opere di pittura dall’800 fino al 1950, mentre la Fondazione gli old master fino al 700. Ma poi nacque una seconda perplessità – prosegue Mainetti – nella missione della Fondazione vi era la collezione e il meccanismo, con il fondo saremmo stati gestori. I due momenti come si conciliavano?

La crisi strisciante del 2011 ha fatto sì che il fondo restasse in stand by. “Non so cosa ne faremo in futuro, la normativa prevede l’autorizzazione ancora per cinque anni, ma pensiamo di cederlo. Al nostro interno abbiamo esperti d’arte per la collezione, non dealer: compriamo e conserviamo opere per la Fondazione”.

Ma, a parte la crisi, cosa ha frenato il fondo? “Banca d’Italia è sempre stata molto attenta al modo in cui si sarebbero formate le valutazioni delle opere. Naturalemente sarebbe stato un fondo istituzionale e per le valutazioni avremmo compravenduto solo in asta, cercando di strappare commissioni più favorevoli. Ma poi la riflessione sulla notifica ha dato il colpo di grazia: il rischio di vincolo da parte dello Stato allo scambio solo sul terrotorio italiano per le opere con oltre 50 anni ci esponeva ad approvigionarci sul mercato di serie B. La notifica avrebbe ucciso le valutazioni, tanto valeva lanciare un fondo con una società lussemburghese” conclude Mainetti.

How To Choose a Hair Color That Suits You
lous vuitton speedy The History of Men’s Undergarments

Make no mistake
louis vuitton taschenThe Power of iPhone and iPhone Apps
woolrich parka